Quei dati del Viminale che smontano i grillini: “I crimini? Sono in calo”

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I grillini cavalcano l’allarme sicurezza: “Si occupi meno di migranti e più di mafia”. Ma Salvini li smentisce con i dati della Polizia: i reati calano del 15%

L’emergenza sicurezza, uno degli storici cavalli di battaglia dalla Lega, entra in modo dirompente nella campagna elettorale.

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E viene usato proprio contro Matteo Salvini che in questi giorni si trova a dover gestire un’esclation di violenze nelle strade del Paese. Da una parte l’opposizione lo attacca accusandolo di essere “più attento ai selfie” che “alle morti in strada”, dall’altra gli alleati di governo entrano in scivolata gettando benzina sul fuoco. Alle polemiche il ministro dell’Interno replica mostrando il report della direzione centrale della Polizia che rileva “un calo costante dei crimini in Italia” (guarda qui).

“Una cosa è certa – scriveva ieri Luigi Di Maio sui social – occorrono più uomini sul terreno. Più controlli, più prevenzione, che passa anche per un forte sostegno a chi è impegnato nel sociale per salvare i ragazzi dalle famiglie di camorra e dai quartieri in difficoltà”. A dargli man forte si erano subito messi il presidente della Camera Roberto Fico e il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra. “Piuttosto che terrorizzare sui migranti o visitare muri – tuonavano i grillini – il titolare Viminale si occupasse di contrasto alla mafia”. Le due anime dell’esecutivo non sono nuove a tensioni e prese di distanza, ma i recenti fatti di cronaca hanno fomentato le scontro di governo su uno dei temi da sempre più cari al leader del Carroccio: la sicurezza, appunto. Tanto che Salvini ha subito ribattuto punto per punto. “Ho fatto più comitati per l’ordine e la sicurezza a Napoli che in tutte le altre città Italiane – ha spiegato durante un appuntamento elettorale a Firenze – ci sono stato quattro volte. Ho mandato 136 poliziotti, stiamo accendendo telecamere e abbiamo permesso al sindaco di assumere 53 nuovi agenti della polizia locale”.

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I numeri danno ragione a Salvini. I delitti commessi nel nostro Paese sono calati del 15% nel raffronto tra il 2018 e il 2019. Se si spulciano i dati della direzione centrale della Polizia criminale (leggi qui), solo gli omicidi sono diminuiti del 12,2%. I tentati omicidi, poi, sono calati del 16,2%, mentre si è registrato il 32,1% in meno di violenze sessuali. In netta diminuzione anche le rapine (-20,9%) e i furti (-15,1%). “La stima dei reati – fanno notare fonti del Viminale – vede un calo nell’ultimo anno, che non a caso ha visto il rafforzamento degli organici di polizia su tutto il territorio nazionale, mentre è di questi mesi la riorganizzazione delle Questure ed è già stato finanziato il piano straordinario di assunzioni”. Salvini sa bene che questo è solo l’inizio. “È chiaro che la camorra è una brutta bestia e servirà del tempo per sconfiggerla”, ammette rinnovando il proprio impegno per “arrestare mafiosi, assassini, spacciatori e delinquenti in genere”. E conta che l’assunzione e l’entrata in servizio di migliaia di personale in divisa, così come è stato previsto nell’ultima finanziaria, “possano portare numeri ancora migliori”.

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