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Salario minimo? Costa troppo e non conviene ai lavoratori

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Milano Il salario minimo che piace tanto al Movimento 5 stelle? Una bandiera da ammainare.

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A dirlo è l’ufficio studi della Cgia di Mestre che, dati alla mano, dimostra come il provvedimento, di fatto, c’è già. Nei principali contratti nazionali di lavoro dell’artigianato (quelli con le retribuzioni più basse tra tutti i settori economici ndr.), le soglie minime orarie lorde sono superiori ai 9 euro lordi chiesti dai 5 stelle.

Non solo: il provvedimento sarebbe costosissimo per le imprese. Circa 1,5 miliardi di euro l’anno. La Cgia, quindi, poggia in toto la proposta e ne avanza un’altra: «Per rendere le buste paga più pesante l’unica via è ridurre il cuneo fiscale, in particolar modo la componente fiscale in capo ai lavoratori dipendenti. Una proposta molto semplice e auspicata anche da molti esponenti di governo. Tuttavia, difficilmente praticabile: quando a dover pagare il conto è chiamato il fisco, nel nostro Paese è estremamente difficile passare dalle parole ai fatti», scrivono.

Ma anche Maurizio Del Conte, professore di Diritto del Lavoro alla Bocconi e massimo esperto del settore si mette le mani nei capelli: «Il salario minimo è una misura propagandistica che sfascia il sistema, legittimando per giunta adeguamenti salariali peggiorativi – dice all’Adnkronos – E oltre al danno ci sarebbe la beffa, visto che non contrasta il lavoro nero». Non solo: «Fissare la soglia a 9 euro è sbagliato e bisogna lasciare il tema al contratto collettivo che trova il giusto equilibrio in quanto 9 euro sarebbero troppo pochi per alcuni settori ma tanto per altri», insiste il professore.

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Insomma, il salario minimo non piace proprio a nessuno. Neppure ai principali sindacati che ieri si sono dati appuntamento a Reggio Calabria. Quasi furente il segretario nazionale della Uil Carmelo Barbagallo che è andato giù durissimo: «Ci propongono il salario minimo per legge, ma farebbe abbassare ancora di più i salari. Il Paese si sta sbriciolando», grida quasi senza voce dal palco di piazza Duomo. Ma i grillini restano sordi. A difendere la misura, ci prova l’ex deputato Alessandro Di Battista che ne fa una questione ideologica: «Coloro che osano criticare il salario minimo dovrebbero rileggersi l’articolo 36 della Costituzione che parla di retribuzione proporzionata».

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