“Aiutate la mia piccola Diana”: l’appello di un padre disperato alla ricerca di un donatore di midollo - Euroxweb

“Aiutate la mia piccola Diana”: l’appello di un padre disperato alla ricerca di un donatore di midollo

Ogni bambino dovrebbe vivere una vita spensierata e felice ma purtroppo ci sono tanti casi in cui questo non accade. Eppure nemmeno la rara sindrome immunodepressiva che ha colpito la piccola Diana è riuscita a cancellarle il sorriso dal volto.

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Un sorriso che commuove e che dovrebbe far riflettere tutti e rispondere all’appello del padre Michele che sta chiedendo aiuto agli italiani per salvare Diana.

Tutti possono fare qualcosa per aiutare Diana, che a soli 6 anni, sta lottando per riuscire a sconfiggere una rara aplasia midollare di grado severo.

Anche la semplice condivisione di questo articolo e la divulgazione in massa può aiutare la piccola Diana a trovare un donatore che le possa salvare la vita.  A tal proposito è stato organizzato un evento che si rivolge al popolo delle Universiadi.

“Sabato 6 luglio, in piazzale Tecchio, proprio davanti allo stadio San Paolo per mia figlia e per altri bambini con malattie rare verranno allestiti dei gazebo dall’Admo, l’Associazione donatori di midollo osseo, per il prelievo dei tamponi salivali. Mi rivolgo ai napoletani che in altre circostanze hanno dimostrato la loro grande solidarietà ma anche alle migliaia di giovani da tutto il mondo che sono in città per i Giochi. Sono loro i potenziali donatori che stiamo cercando” queste le parole di papà Michele.

“Anche Diana – continua il papà – ama lo sport, è una piccola amazzone”. Poi Diana ha dovuto mollare la sua vita, la scuola, i suoi cavalli e correre in ospedale prima a Napoli e poi a roma per comprendere bene le cause del suo malessere.

La diagnosi era chiara ed è stata terribile dal momento che si tratta di una patologia molto rara: ne soffrono 2 persone su 1 milione.

Un patologia comparsa all’improvviso, una patologia per la quale nella maggioranza dei casi non si trova una spiegazione.

“Aveva dei lividi sulle gambe, li ha notati mia moglie. Io un po’ li ho sottovalutati, quei lividi, dicevo che la piccola, dopotutto aveva 5 anni. Poi, però, sotto gli occhi, sono comparse macchie rosse” racconta Michele.

Michele e Rossella, che stanno cercando di affrontare la situazione sempre col sorriso in volto, vogliono rassicurare i donatori dopo che una donna compatibile ha fatto un passo indietro all’ultimo minuto.

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“Il trapianto non è doloroso e neanche invasivo. Con pochi giorni di impegno il donatore che speriamo di trovare per noi o per altri piccoli ammalati che conosciamo con la stessa sindrome salverà la vita di un bambino, una vittoria da medaglia d’oro”.

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