La Pecora Elettrica, distrutta di nuovo la libreria antifascista: avrebbe dovuto riaprire domani - Euroxweb

La Pecora Elettrica, distrutta di nuovo la libreria antifascista: avrebbe dovuto riaprire domani

I locali della libreria romana “La Pecora Elettrica”, distrutti lo scorso aprile a causa dell’esplosione di un ordigno, sono stati nuovamente vandalizzati dopo la ristrutturazione: la nuova inaugurazione era prevista per domani

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Un incendio, originatosi dall’esplosione di un ordigno artigianale, aveva già distrutto i locali della libreria romana “La Pecora Elettrica”. Dopo 6 mesi da questi fatti, verificatisi nella notte tra il 24 e il 25 aprile scorso, la libreria era ormai pronta per la riapertura e per una nuova inaugurazione: una raccolta fondi e la generosità di tutti i cittadini commossi da questa vicenda avevano reso possibile questo miracolo di solidarietà. Ma domani 7 novembre 2019, alle ore 16:00, non ci sarà nessuna festa nel quartiere di Centocelle e questo perché qualcuno ha nuovamente incendiato i locali siti in Via delle Palme. E se il primo incidente avrebbe anche potuto far sorgere qualche interrogativo (ma di certo non troppi, vista anche la posizione dichiaratamente antifascista abbracciata dalla libreria), adesso è davvero chiaro che la caffetteria/libreria- da aperta- dà fastidio a qualcuno.

Incendiati i locali della libreria La Pecora Elettrica, è successo questa notte: è il secondo atto intimidatorio in sei mesi

Un’esplosione, avvenuta il 25 aprile scorso, aveva già distrutto i locali della caffetteria/libreria romana “La Pecora Elettrica”, sita in Via delle Palme a Roma (zona Centocelle). Un’azione senza dubbio dolosa che aveva portato all’apertura di un’inchiesta dalla quale, però, non è emerso nulla. Sei mesi dopo questi fatti, proprio quando la libreria era pronta a riaprire i battenti grazie a una raccolta fondi che ne aveva permesso la ristrutturazione (l’inaugurazione, con brindisi di benvenuto, era stata fissata proprio per domani 7 novembre 2019), qualcuno ha nuovamente incendiato  i locali dell’esercizio commerciale. Inutile la solidarietà dei cittadini e di tutta la rete territoriale che si era attivata per aiutare i proprietari, arrivando a raccogliere fondi per 50mila euro.

È successo questa notte e, sebbene ancora non si conosca l’esatta dinamica dei fatti, i Carabinieri della Compagnia Casilina e i Vigili del Fuoco che si sono recati sul posto non hanno escluso l’origine dolosa del fuocoNon si conosce ancora neppure l’entità dei danni. Le fotografie che in questi minuti sono state diffuse dai media mostrano una vetrina completamente distrutta, segni dell’incendio sul muro esterno e gli interni muniti di scaffalature e libri anch’essi distrutti. Quel che è certo è che, dopo ben due attentati, appare chiaro che la riapertura de “La Pecora Elettrica” non sia desiderata da qualcuno vicino a determinati ambienti.

Incendiati i locali della libreria La Pecora Elettrica, i proprietari poco prima del disastro: “Felici ed emozionati di riaprire”

L’indignazione per quanto accaduto, stanotte, alla libreria “La Pecora Elettrica” di Roma sta iniziando a farsi sentire sul web. E il gruppo Pd al Campidoglio, in una nota di solidarietà, ha parlato di un attentato di chiara matrice fascista: “Ancora un attentato di chiara matrice fascista alla Pecora Elettrica. Esprimiamo vicinanza e solidarietà per l’incendio appiccato alla libreria di Centocelle, luogo di incontro sociale e scambio culturale. Chiediamo che sia fatta luce sull’accaduto e identificati i responsabili. Chi dà fuoco alla cultura brucia non solo i libri ma riduce in cenere anche il rispetto, la libertà e i diritti dei cittadini romani

Soltanto poche ore fa è stata pubblicata un’intervista realizzata con uno dei proprietari della libreriaDanilo Ruggeri, di cui riportiamo qui un passaggio:

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Siamo emozionati e molto contenti di ripartire ma siamo anche consapevoli che quello che è accaduto il 25 aprile è una ferita che non si rimargina. Anzi. Dopo l’incendio alla pizzeria di fronte a noi è più profonda. A distanza di tutti questi mesi non abbiamo più ricevuto notizie sul fronte delle indagini, non sappiamo chi è il responsabile, non siamo ancora nemmeno riusciti a dare una spiegazione razionale all’accaduto. Sono stati mesi difficili perché riavviare un’attività non è facile, sia dal punto di vista economico sia emotivo. Detto questo, l’ondata di solidarietà scattata dopo l’incendio ci ha dato la forza per ripartire, sia materiale, attraverso le donazioni, sia emotiva.“.

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