Sanremo 2016, quarta serata: le pagelle di Michele Monina

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virginia5Il brano cresce a ogni ascolto. La ragazza pure. Infatti ora è una donna. Grande. Una delle migliori voci di questo Festival. Per capacità vocali. Ma soprattutto per capacità di comunicare emozioni con un brano affatto semplice. Entra sotto pelle come una spina, Annalisa, e difficilmente la si riesce a tirare fuori, per fortuna.

Zero Assoluto 6,5
Matteo e Thomas si divertono. Si capisce a vederli, spavaldi, sul palco. Si divertono e ci divertono. Questo, signore e signori, si chiama pop. Ritmo, melodia, un testo meno scemo di quello che, sommariamente, si potrebbe pensare. Pop. Lo sentiremo ancora a lungo. Pop, signore e signori.

Rocco Hunt 5
Rocco Hunt finirà per vincere. E lo dico con lo stesso entusiasmo con cui mi sottoporrei a una endoscopia. Wake up funziona, lui ha venti anni, sorride e fa tenerezza, con quegli occhialoni. L’ho pure incrociato, e mi ha ovviamente sorriso. Ecco. Ascolto dopo ascolto, passaggio televisivo dopo passaggio lo si regge sempre meno. Sappia che quello scarabocchio sulla fiancata della macchina, è opera mia. Se ha l’accortezza di guardarli bene vedrà, in basso la mia firma. Dovrebbe avere un certo valore, potrebbe smontarla e venderla su Ebay. Lo avevo avvisato.

Irene Fornaciari 6,5
Irene ci si mette davanti con la sua fragilità. Un atto rischioso. Uno ci può restare schiacciato sotto, alla propria fragilità. Lei regge. È empatica, più della sua canzone, che in tutti i casi regge un argomento difficile e delicato. Equilibrista. Equilibrata.

Giovanni Caccamo e Deborah Iurato 5
Avete presente quel gioco vintage che era il solitario per i PC? Dovevate prendere le carte e spostarle su quello dello stesso seme, ordinandole in senso crescente. Ecco. Se uno non era bravo bravo capitava che prendeva una carta di cuori e provava a metterla nel mazzo dei quadri. A quel punto la carta tornava indietro, inesorabile. Caccamo e Iurato sono come due carte di semi diversi, non riescono a stare bene insieme. Anche noi, a sentirli, non è che stiamo tanto bene insieme a noi stessi. Fortuna che è solo per Sanremo.

Enrico Ruggeri 8,5
Io voto per il Rouge. Un cinquantasettenne che porta il solo brano rock della kermesse. In levare nelle strofe, dritto nel ritornello, con solo di organo alla Stranglers. Lui si mangia il palco come pochi altri. Miglior testo, tra l’altro. Ma voi votate Rocco Hunt o i Trottolini amorosi, mi raccomando.

Francesca Michielin 3
Dopo la cover di Battisti, che ci aveva ammaliato, ho provato a ascoltare questa canzone con orecchie nuove. Ma come nel caso della Versace fatta da Virginia Raffaele, mi sono rimaste in mano. Una giovane vecchia. Che stasera canta anche male. Salvatela.

Elio e le Storie Tese 7
Bene. Bravi. Bis

Patty Pravo N.C.
Se volete che io dia un voto alla canzone di Patty Pravo qui a Sanremo dotatemi di un sismografo. Non riesco proprio a sentirla. Chiaro, lei occupa militarmente il palco. Tipo le astronavi nei film sulle invasioni aliene. Ma la facessero cantare in playback e morta lì.

Alessio Bernabei 1
L’altra sera gli ho dato un due di incoraggiamento, perché è giovane e non si dica che c’è un conflitto generazionale. Ora vorrei dargli un voto alto, perché se per giustificare il finto plagio ai danni di Ariana Grande (sono tre note, plagio de che?) tira in ballo presunti plagi di Tiziano Ferro andrebbe incoraggiato a darsi al punk, a infilarsi spille sulle guance e vomitare sul palco. Bravo, penso, era ora. Poi però lo sento cantare e un punk lo divento io, lì a sniffare colla da dentro un sacchetto di carta. Plagiala, Ariana Grande, frate, fidati di me. Fai qualcosa di decente.

Neffa 4
Neffa sembra sempre scazzato. Un guaglione senza la sua ballotta. Ora, capisco che mal comune mezzo gaudio, ma non è che deve per forza far scazzare a che noi. Sta marcetta alla Celentano non si può sentire. Ti viene voglia di ascoltare solo Metal norvegese.

Valerio Scanu 4
È vero, Scanu non riesce a emozionare me per un problema mio. Poi, a dirla tutta, il problema non è neanche solo che non mi emoziona, è che “mi fa proprio cagare”. Ma sarà sempre che son fatto male io, eh.

Dear Jack 3
Durante il Dopofestival, i Dear Jack hanno scherzato con Cecile, ipotizzando un cambio di cantante, via Leiner e dentro lei. Ecco. Fatelo. O lasciate perdere. Fatelo per voi. O per noi. Intanto è partita la campagna di crowdfunding per regalare un autotune a Leiner, mettete una mano sul cuore e una sul portafogli.

Noemi 7
Forse non è stata una scelta azzeccata. Nel senso, la canzone è bella, e adatta a Noemi, che in questa veste da il meglio di se’. Ma l’assenza di ritornello paga il fio. Qui siamo a Sanremo, anche la Sala Stampa si commuove per Caccamo e balla con Rocchino nostro. Peccato, perché questa è la sua canzone.

Stadio 8
Questi signori hanno collaborato con Dalla, con Vasco, fatto capolavori come Chiedi chi erano i Beatles. E umilmente salgono sul palco e insegnano alle nuove generazioni come si canta, anche con la voce un po’ debole, come si suona e come si regalano emozioni. Un po’ retorici, forse, ma mica dobbiamo sempre essere cinici, Cristo.

Arisa 8
Arisa ti pettina. Si mette a cantare e ti pettina. Apre la canna, e stavolta apre la canna, come faceva in L’amore è un’altra cosa, ti pettina. Chiudi gli occhi e sogni, intanto lei ti pettina. Indiscutibile.

Lorenzo Fragola 3
Uno potrebbe pensare che ce l’ho con Fragola. E io potrei ribattere che sì, ce l’ho con chi spreca il proprio talento. Invece questo film è molto più banale. Non mi piace. Come canta. Come scrive. Come gli scrivono. Come gli producono i brani. Stavolta più del solito. Proprio brutta.

Bluvertigo 7
Timbro. Morgan ieri lamentava che nessuno avesse citato la parola timbro parlando di lui. Timbro. E voce. Ecco, ora, passando alla canzone, siccome siamo vecchi, qui, a noi i Bluvertigo piacciono. Sempre. Molto. Ora, che c’è da schierarsi, o di qua o di là, ancora di più. Bravi.

Dolcenera 8
Bel brano, uno standard blues molto 007 con una orchestrazione importante. Lei lo canta da par suo, mettendoci la voce e il cuore, oltre che una notevole tecnica. Di classe.

Clementino 6
Clemente sa rappare. Sa anche cantare, come abbiamo visto con la cover di Don Raffae’. Quindi il problema, qui, è che il ritornello cantato è più brutto delle strofe rappate. O meglio, che il ritornello cantato è brutto. Il testo del rap, invece, merita.

Elisa 8,5
Elisa è molto brava. Dal vivo spacca. Fa Luce, che qui ha trionfato, L’anima vola, minore, e Gli ostacoli del cuore, in cui canta in maniera imperfetta, ma empatica, e la nuova No hero, che la riporta ai fasti del passato, si spera. Convince. Manda a casa parecchi dei concorrenti in gara.

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