Cacciata dall’ufficio di Presidenza del Tribunale, “qui i giornalisti non possono starci”

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uuuuuuuuuuuuuuuuCacciata dall’ufficio della Presidenza del Tribunale negli istanti successivi alla sparatoria perché “qui i giornalisti non possono stare”.  Abbiamo aspettato che si celebrassero i funerali delle tre vittime per raccontare un grave episodio che ha coinvolto una cronista dell’Ansa e il Presidente facente funzione del Tribunale Roberto Bichi, mentre non si sapeva se Claudio Giardiello si aggirasse armato per il Palazzo dopo avere sparso sangue.

La giornalista, che da anni si occupa di cronaca giudiziarie, quella mattina non avrebbe dovuto essere in Tribunale perché era la sua giornata di riposo, ma intorno alle undici è arrivata per recuperare un documento lasciato nella sala stampa. Nel’atrio del terzo piano, mentre scambiava qualche battuta con dei giudici accanto alla lapide che ricorda Guido Galli, la collega viene travolta dai carabinieri con le pistole ad altezza d’uomo che corrono urlando: “Hanno sparato! Hanno sparato! Mettetevi al riparo!”. A quel punto, come ci ha raccontato, si è rifugiata con altri giudici nella vicina anticamera della Presidenza, dove si trovava anche Bichi. C’era una grande confusione e sembrava che stessero ancora sparando. Mentre arrivavano le prime informazioni, la collega si è sentita dire da Bichi: ‘qui i giornalisti non ci  possono stare’, ed è stata invitata  ad uscire.

Spaventata, quando non era chiaro se Giardiello fosse ancora in Tribunale, la cronista è corsa verso la stampa nella quale si erano chiuse a chiave altre persone. Ha battuto i pugni sulla porta chiedendo di entrare mentre fuori c’era il coprifuoco. (manuela d’alessandro)

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