In 14 pagati per far la guardia in un carcere chiuso

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Mentre l’Italia si interroga su come siano riusciti a evadere due detenuti dal carcere di Rebibbia, fa eco la notizia che a Sala Consilina (Salerno) ci sono ben 14 secondini e tre impiegati amministrativi pagati per fare la guardia in un carcere chiuso dallo scorso ottobre.

Quattordici agenti che si comportano come se il penitenziario fosse ancora aperto, alternandosi con turni da otto ore a testa per presidiare delle celle vuote 24 ore su 24. “La legge prevede la chiusura di tutte le carceri con meni di 51 detenuti, ma le guardie sono rimaste lì”, denunciava nei giorni scorsi il segretario generale del Sappe, Donato Capece. Va persino peggio a Savona, dove secondini e commissari ancora al lavoro a un mese dalla chiusura del carcere sono ben sessanta.

“Avendo deciso di chiudere le due strutture stiamo ricollocando il personale”, assicura oggi il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, “Chiudendo delle strutture e dialogando con i lavoratori per chieder loro se hanno delle preferenze e cercare di concordare dove destinarli. Questo lo faremo in tempi brevi per garantire i diritti dei lavoratori e nello stesso tempo acquisire risorse nei luoghi dove mancano. Il ricollocamento avverrà in tempi brevissimi“.

Intanto a Sala Consilina il sindaco Francesco Cavallone è arrivato a incatenarsi insieme ad alcuni cittadini all’ingresso dalla casa circondariale: “Mi incateno con la speranza che questo gesto estremo faccia prendere in considerazione al ministro della Giustizia l’idea di riaprire il nostro carcere”, ha spiegato, “È possibile che per essere ascoltato dalle istituzioni un sindaco debba fare tutto ciò? Si giustifica la soppressione con la spending review, ma non è uno spreco spendere denaro pubblico per un carcere senza detenuti? Il Comune di Sala è disposto ad accollarsi i costi di adeguamento della struttura. Mi chiedo se sia giusto che per un interrogatorio di competenza del tribunale di Lagonegro (Potenza) un detenuto venga ascoltato a Salerno, a Potenza o a Vallo della Lucania quando fino a tre mesi fa il carcere di Sala serviva quel tribunale lagonegrese solo 40 chilometri“.

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