Anziani soli e depressi: in 5 mila sposano le badanti

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1455538040-badanteUn Paese che invecchia a vista d’occhio, donne straniere pronte a tutto e la solitudine della terza età. Sono questi i fattori che si celano dietro al fenonemo crescente dei matrimoni tra persone anziane e badanti

In Italia la terza età ha un sapore amaro: i figli sono ormai grandi e hanno abbandonato casa, uno dei coniugi magari è mancato e così la solitudine prende il posto nelle vite degli anziani. A rimanere al fianco degli over 65 sono le badanti che spesso diventano parte integrante della famiglia, nelle vesti di mogli.

 

Come riporta La Stampa, secondo l’Istat sono 30 mila in 10 anni, il 10 per cento di tutti i matrimoni misti, 428 solo a Milano nel 2013, 23 a Roma, ma già 13 nei primissimi mesi del 2016. E negli ultimi tempi i matrimoni dei vecchi in Italia, avverte il presidente degli avvocati matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani, sono addirittura raddoppiati, raggiungendo quota 5 mila.

Non sempre è l’amore a suggellare queste unioni: interessi, organizzazioni malavitose, depressione fanno da sfondo in molti dei casi. A Torino, racconta l’avvocato Luciano Zacchero, la procura ha scoperto un giro di matrimoni combinati da una organizzazione cinese per fare avere i permessi di soggiorno ad alcune giovani da immigrare nel nostro Paese. Sarebbero bastati 1020 euro, c’è scritto nelle carte, per convincere Bruno Drocco a sposare la signorina Wang in Cina, “il 2 luglio del 2014”. Poi ci sono di mezzo i patrimoni, com’è successo a Svetlana, una badante moldava che ha ereditato casa, campi e terreni in riva al mare, vicino a Tricase, nel Salento, da suo marito, Salvatore Gianni, morto poco dopo il matrimonio. E infine la depressione, un “effetto collaterale” letale della solitudine. L’Oms sostiene che nel 2020 la depressione sarà la più diffusa malattia del pianeta. E la depressione, dice il medico scrittore Patch Adams, “ha quasi sempre le sue radici nella solitudine” e nella vecchiaia.

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