Suicida a 16 anni, i genitori le dissero: “Senza di te stiamo meglio”

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A giugno di due anni fa, avevano perso la figlia sedicenne, lanciatasi dal tetto del liceo classico “Morgagni” di Forlì, che frequentava con ottimo profitto. Dopo qualche giorno, vennero indagati per maltrattamenti in famiglia e istigazione al suicidio. Nelle scorse ore, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la coppia, lui libero professionista e lei insegnante. In particolare, l’accusa, costituira dal procuratore Sergio Sottani e dal pm Filippo Santangelo ha rilevato come la giovane fosse costretta “ad una vita di deprivazione affettiva e di continue umiliazioni, svalutandola come essere umano e discendente fin dalla nascita, privandola della possibilità di avere una vita adeguata alla sua età evolutiva, isolandola dall’ambiente esterno e dal contesto sociale”

Subito dopo il suicidio, un tragico ultimo biglietto lasciato dalla ragazza, ritrovato nello zainetto lasciato sul tetto del suo istituto, aveva di fatto accusato i genitori; in particolare, pomo della discordia in famiglia sarebbe stata la volontà espressa dalla giovanissima di proseguire i propri studi in Cina. I quotidiani locali avevano parlato di presunte violenze psicologiche subite dalla studentessa, da cui l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia, e sottolineato come in due casi la giovane avesse minacciato già il suicidio, non riuscendo però a catturare l’attenzione e a mettere in allarme i suoi genitori, i quali anzi alimentarono “il proposito suicidiario incitandola e sfidandola” a compiere il gesto, dicendole che così avrebbe risolto tutti i problemi.

A lasciare basiti, anche ciò che avvenne dopo la morte dell’adolescente, quando i genitori ribadirono che “era una figlia non voluta” e non vennero nemmeno celebrati i funerali, tanto che la lasciarono “nuda e senza vestiti in cella frigorifera per giorni, impedendo ad amici e parenti di visitarla presso la camera mortuaria”. Infine, la famiglia “ha ordinato che la salma venisse cremata senza alcuna visita e senza alcun sentimento di pietà per la defunta”.

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