Prendi i soldi e scappa, le 4 banche: dove i tuoi risparmi sono in pericolo

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1468149287328.jpg-Per Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, i nostri istituti “non sono un’emergenza”. Ma un articolo de La Stampa rivela una verità differente, puntando i riflettori sulla montagna di sofferenze che grava sui conti delle nostre banche. Un dato, su tutti: sui 12 principali gruppi creditizi tricolori pesa circa il 40% dei 360 miliardi di crediti deteriorati e ben il 75% delle sofferenze nette.

Dunque vengono citate le cifre di uno studio di Ulica, la federazione dei lavoratori bancari della Uil. Su un totale di 1.305 miliardi di euro di crediti netti, quelli deteriorati delle prime 12 banche italiane – dalle sofferenze e fino ai finanziamenti scaduti – sono pari a 143,9 miliardi. La metà di questa cifra è nella pancia dei due gruppi maggiori, Intesa ed Unicredit,che però a causa delle loro dimensioni presentano un esposizione sotto alla media, ovvero sono da considerarsi istituti più sicuri.

I maggiori problemi li presentano semmai altre cinque banche. In primis, ovviamente, la tribolatissima Mps, che ha una quota di crediti deteriorati pari al 21,2%, 24,06 miliardi su un totale di 113,5. Poi ecco Veneto Banca, con 4,9 miliardi di crediti deteriorati, pari al 22,5 per cento. La poco lusinghiera classifica prosegue con Credito Valtellinese (17,9 miliardi) e Banco Popolare (17,4 miliardi). Quest’ultima, però, grazie alla fusione con Bpm e al seguente aumento di capitale ha messo i conti in sicurezza.

Ad impressionare è anche la media del sistema bancario italiano rispetto a quella europea: le sofferenze nel Belpaese sono pari al 16,8% contro il 5,8% del Vecchio Continente, segno del fatto che all’estero gli istituti hanno fatto pulizia nei bilanci prima e meglio di noi.

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