“780 EURO AL MESE PER CHI NON LAVORA”: ECCO CHI NE HA DIRITTO

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“780 euro al mese per chi non lavora”. E’ questa in sostanza la proposta fatta da alcuni esponenti 5 Stelle per il reddito di cittadinanza. Il costo? La modica cifra di  14,9 miliardi, pari all’1% del Pil. Lo scrivono i gruppi parlamentari in un documento pubblicato sul blog di Beppe Grillo. Nella proposta del Movimento, il reddito di cittadinanza verrebbe concesso solo a coloro che sono sotto la soglia di povertà e verrebbe
revocato dopo il rifiuto di tre proposte di lavoro. L’importo sarebbe di 780 euro al mese e “le coperture ci sono”, assicurano i parlamentari M5s.

“La notizia sul voto per l’introduzione del reddito di cittadinanza universale ed incondizionato in Svizzera è stata oggetto di
commento persino da parte del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che secondo alcuni dei principali organi di propaganda Pd, avrebbe bocciato la proposta
del Movimento 5 stelle perchè costerebbe il 20% del Pil. Ma di quale proposta parlava Visco? Sicuramente non di quello proposto dal Movimento 5 Stelle per sconfiggere
la povertà in Italia che, come certificato dall’Istat, costa 14,9 miliardi di euro solo l’1% del Pil non il 20%. E le coperture ci sono”.

“Collegare le affermazioni di Visco alla proposta del M5S ha l’obbiettivo di distorcere la realtà”, continuano i parlamentari grillini. “La
proposta di Reddito universale della Svizzera e quella di Reddito di Cittadinanza del Movimento 5 stelle sono completamente diverse. Mentre la proposta svizzera
prevedeva un reddito per tutti i cittadini svizzeri, dalla nascita alla morte, la proposta del Movimento 5 Stelle è riguarda solo le persone che vivono sotto la soglia
di povertà”.

Ma chi ne avrebbe diritto? Ecco quali sarebbero i requisiti base:

1) accettare i percorsi formativi e di riqualificazione che gli vengono proposti;
2) accettare le proposte di lavoro che gli vengono offerte grazie all’intermediazione dei Centri per l’impiego, potendo rifiutare massimo tre proposte;
3) contribuire per non più di 8 ore settimanali a progetti utili per la comunità e la collettività;
4) dimostrare, attraverso il portale nazionale, di fare una ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno tracciabili informaticamente.

FONTE

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