Il velo islamico in ufficio? Presto potrebbe diventare un diritto

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01ALB_2391-kEXG-U10801231793255HKH-1024x576@LaStampa.it_L’avvocato generale della Corte Ue nelle sue conclusioni ha stabilito che si tratta di una «discriminazione diretta». Ora si attende la sentenza

 Su due casi simili gli avvocati generali della Corte europea sono arrivati a conclusioni opposte: ora toccherà ai giudici stabilire se licenziare una persona perché porta il velo islamico è legittimo oppure no. Il caso riguarda Asma Bougnaoui, assunta come ingegnere progettista dalla società di consulenza informatica Micropole nel 2008: la signora a volte indossava un velo islamico che le copriva il capo, lasciando il viso scoperto. Secondo la società informatica, questa abitudine avrebbe «messo in imbarazzo» un cliente: da qui la richiesta di non indossarlo più nei successivi incontri. Al rifiuto della dipendente, la società la licenziò giustificando la decisione con il fatto che «il suo rifiuto di togliere il velo rendeva impossibile lo svolgimento delle sue mansioni in rappresentanza dell’impresa». 

L’avvocato generale della Corte europea Eleanor Sharpston ha sottolineato che il suo licenziamento «costituisce una discriminazione diretta». Un mese fa invece un altro avvocato della Corte europea di giustizia Kokott, aveva stabilito che il divieto è «legittimo», se risponde a una regola aziendale di neutralità religiosa e ideologica.  

La Corte di cassazione francese, dinanzi alla quale pende il ricorso dell’ex dipendente, ha chiesto alla Corte di giustizia se il requisito di non indossare un velo islamico in occasione della prestazione di servizi di consulenza informatica ai clienti possa essere considerato un «requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa» e non vi si applichi pertanto il divieto di discriminazione in base alla religione o alle convinzioni personali . Oggi l’avvocato generale ha poi sottolineato che «nulla suggerisce che la signora Bougnaoui non fosse in grado di eseguire i suoi compiti di ingegnere progettista per via del velo islamico. In effetti, la lettera di licenziamento della Micropole faceva espressamente riferimento alla sua competenza professionale».  

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