AUSTRIA: DONNA MUSULMANA LICENZIATA PER IL VELO. LA CORTE SUPREMA DA RAGIONE AL DATORE DI LAVORO. LA FACCIA NASCONDILA IN CASA TUA.

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austria-donna-musulmana-550x367Austria, una donna musulmana è stata licenziata per aver rifiutato di togliersi il velo integrale. Non è stata vittima di una discriminazione, lo ha stabilito la Corte Suprema.

La donna dipendente di un ufficio legale, convertita all’Islam, ha iniziato ad indossare il velo integrale il quale le copriva integralmente il viso, per questo motivo è stata licenziata. Dopo il suo licenziamento ha citato in giudizio il suo datore di lavoro.

Ma la Corte Suprema ha accettato la tesi del datore di lavoro, il quale sosteneva che una faccia visibile è una necessità di base per la comunicazione, pertanto la risoluzione del contratto di lavoro della donna era giuridicamente valido e non dovuto a discriminazione.

La sentenza della Corte Suprema austriaca ha inoltre  affermato che l’offerta di rimuovere il velo da parte della donna durante gli incontri di lavoro con persone esterne non poteva essere accolta, in quanto il problema rimaneva per quanto riguardava i colleghi di lavoro.

Il fatto di essere riconoscibili non è solo una questione di sicurezza pubblica, ma è comunque una forma di rispetto per le persone che si hanno davanti. Nascondersi dietro un velo impedisce di percepire le vere intenzioni e gli stati d’animo che una conversazione può provocare.

 

Redazione Movimento Base Italia


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