IL MINISTRO POLETTI: PIANO POVERTA’ 320 EURO EURO MESE A FAMIGLIA ! UGUALE A 3 EURO 33 CENTESIMI AL GIORNO A PERSONA PER UNA FAMIGLIA DI 3 PERSONE! FATE QUATTRO CONTI, POSSONO BASTARE?

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poletti-ministro-320-euroIl ministro Poletti e il governo pensano che 10 euro al giorno possano bastare per far vivere una famigli intera, a parte il mangiare che solo per il pranzo, latte, uova, pasta, e una lacrima di olio le 10 euro bastano appena, ai bimbi nemmeno una merendina o un gelato, e come la mettiamo con luce acqua gas e afftti?

Viveteci voi, cari politici con 10 euro al giorno, la vostra bocca è come la nostra, solo che a voi per vivere servono migliaia di euro , soldi che togliete alle nostre bocche, non alle vostre!

Il ministro lancia la “via italiana al reddito minimo” illustrando le tappe in unʼintervista a “Repubblica”. Subito lʼassegno a un milione di persone. Ma la platea di beneficiari sarà gradualmente allargata

Un sostegno al reddito pari a circa 320 euro al mese per un milione di “poveri”. Questo il piano illustrato dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. La riforma dovrebbe partire nel 2017, ma già da quest’anno potranno essere utilizzati i 600 milioni stanziati nella legge di Stabilità. Si comincerà dalle famiglie con minori. L’obiettivo, ha spiegato il ministro, è quello di fare crescere nel tempo sia l’indennità sia la platea di beneficiari.

Insieme al sostegno al reddito il governo sta pensando anche a un piano per l’inclusione sociale dei poveri, per costruire la via italiana al reddito minimo, come spiega il ministro nella sua itnervista a “Repubblica”. Già approvato a Palazzo Chigi il disegno di legge delega in merito: entro sei mesi dal via libera del Parlamento arriveranno dunque i decreti attuativi.

Nel 2017 dovrebbe dunque scattare la riforma che coinvolgerà gradualmente tutti i quattro milioni di italiani in condizione di povertà assoluta. “E’ un cambiamento radicale – dice Poletti – perché nel nostro Paese non c’è mai stato un istituto unico nazionale a carattere universale per sostenere le persone in condizione di povertà. Vogliamo dare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente. E’ una riforma che vale almeno quanto il Jobs Act”.

“Chi riceverà l’assegno – precisa poi il ministro – avrà alcuni obblighi, come mandare i figli a scuola o accettare un’occupazione”.

Sulle pensioni, Poletti aggiunge: “Il governo si è impegnato sulla flessibilità in uscita. Entreremo nel merito solo con proposte precise”. Sul cosiddetto “lavoro agile”, Poletti fa sapere che “non abbiamo stime e non so se ce ne siano. So che i cambiamenti tecnologici sono molto più veloci dei cambiamenti sociali. E penso anche che le innovazioni tecnologiche possono da una parte bruciare posti di lavoro, ma dall’altra renderci più liberi nel lavoro. E’ un mix che il legislatore non può ignorare”.

Alla domanda se saranno anche introdotti sgravi fiscali per incentivare il lavoro da casa, il ministro replica: “Non ora, anche se gli sgravi per il welfare aziendale previsti nella legge di Stabilità si muovono in quella direzione”.

I criteri per assegnare il sussidio contro la povertà – Il nuovo sussidio contro la povertà dovrebbe essere pari a circa 80 euro a testa al mese con una media per una famiglia di 4 persone (con minori) di 320 euro, ma con un tetto massimo di 400 euro al mese per le famiglie con cinque componenti e oltre. Lo si apprende da tecnici del ministero del Lavoro. I criteri preferenziali per ottenere il sussidio in prima battuta potrebbero essere, oltre alla presenza di figli minori, l’essere madre single, la presenza di disabili in famiglia, l’assenza di occupati e l’Isee a zero.

fonte tgcom24


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