Jobs Act e Social Card, l’Inps corregge il Governo

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boeri-renzi-2Il presidente dell’istituto di previdenza Tito Boeri bacchetta Renzi: “Il Governo corregga il disegno di legge sulla povertà, i sussidi economici di 80 euro al mese producono un disincentivo alla ricerca del lavoro ed effetti negativi sulle donne”

Il Governo la chiama “Sistema di Inclusione Attiva”, in poche parole circa duecentomila famiglie riceveranno 320 euro al mese: la “Sia”, un sussidio economico pari ad 80 euro al mese per ogni componente del nucleo familiare in condizioni economiche disagiate ove siano presenti minorenni, figli disabili o donne in stato di gravidanza accertata.

Una social card che può essere utilizzata per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e per pagare le bollette domestiche di luce e gas che saranno addebitate e saldate direttamente dallo Stato entro i limiti stabiliti dal programma.  “Un primo passo significativo -commente il presidente dell’Inps Tito Boeri – ma non basta,servono misure basate su condizioni relative a reddito e patrimonio delle famiglie e non solo a elementi come la presenza di figli”.

DAL JOBS ACT ALLA RIFORMA DELLE PENSIONI. Il titolare dell’Istituto di previdenza, pur mettendo in evidenza gli effetti positivi del Jobs Act ha messo in luce la natura estemporanea e parziale delle misure governative. Una lunga riflessione tenuta in audizione al Senato sulle cause e conseguenze di tutti gli interventi di riforma delle pensioni dal ’96 in poi e della riforma Fornero che con il suo brusco innalzamento dell’età di pensionamento ha creato “problemi sociali rilevanti – spiega Boeri – serve discutere di uscita flessibile”.
“L’obiettivo – ha ammonito ancora Boeri – non è di spingere più persone possibile ad uscire dal mercato del lavoro ma garantire maggiore libertà di scelta consapevole senza dilatare il debito pensionistico e senza creare generazioni di pensionati poveri. Un sistema previdenziale flessibile – ha insistito – può permettere a molte persone a fine carriera di dedicare più tempo alla loro famiglia dall’altro può facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani rendendoli indipendenti prima”.
Il 2015 è stato un anno di grande cambiamento nelle modalità d’ingresso dei giovani nel nostro mercato del lavoro spiega Boeri al Senato aggiungendo che a contribuire al successo non solo gli incentivi ma anche le tutele crescenti per i nuovi contratti a tempo lievitati del 62% e addirittura del 76% per gli under 30 anni così come la percentuale di occupati con contratti a tempo o stagionali, tra i giovani, scesa dal 37 al 33%. “Non vi è dubbio che l’esonero contributivo triennale abbia giocato un ruolo cruciale nel cambiare la natura delle assunzioni – spiega Boeri – ma a beneficiare del provvedimento nel 2015 sono state circa un terzo delle imprese con dipendenti”.

REDDITO MINIMO. Per Boeri riordino delle prestazioni assistenziali previsto dal Ddl povertà appena approvato dalla Camera, si dovrebbero trovare “fonti di finanziamento per una misura universale (tipo reddito minimo) di contrasto alla povertà”. Un accelerazione potrebbe avvenire se il Senato dovesse modificare la legge delega sulla povertà, accelerando la sua capacità di reperire e riducendo fortemente il costo di misure redistributive che intervengano sugli assegni familiari.

 

 

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