Mentana sui terroristi: “”Non chiamateli pazzi, è una strategia precisa”

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13871742_1041590405928843_1011225910_nEnrico Mentana se la prende coi buonisti: “Basta parlare di pazzi o di emuli: hanno colpito tutto quello che potevano colpire, è un piano chiaro”

Enrico Mentana va all’attacco. Il popolare giornalista e direttore del Tg La7 commental’ultimo, tragico, attentato rivendicato dallo Stato Islamico che questa mattina è costato la vita a un prete e un fedele in una chiesa della Normandia, in Francia.

E lo fa prendendosela con chi minimizza, con chi tende a sminuire la portata di unastrategia terroristica ben precisa che mette nel mirino l’occidente e la cristianità in nome di una concezione distorta e sanguinaria dell’islam. Mentana scrive in un post su Facebookparole chiarissime: “Sgozzare un anziano prete in una chiesa cattolica francese in nome dell’Isis. I due terroristi hanno compiuto un’azione che ha significati simboli chiari.”

“Si completa il quadro degli attacchi in Europa – prosegue il giornalista – Un giornale satirico, un supermercato di cibi ebraici, uno stadio di calcio, un teatro di musica giovanile, un caffè, un aeroporto, una stazione del metrò, un treno, una festa di piazza, un festival di musica, e ora una chiesa.”

Quindi la stoccata ai buonisti: “Parlare di isolati, di disperati, di emuli non ha nessun senso: nessuno ha mai imitato l’attentato precedente.”

Perché parlare di gesti isolati non ha più senso. Forse non ne ha mai avuti. Ma in tanti – troppi – non lo hanno ancora capito. E probabilmente qualcuno non lo vuole ancora capire.

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