PERCHÈ INGRASSIAMO?

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24018-perché-ingrassiamoIl sovrappeso non è legato semplicemente alle calorie. Un aumento del peso corrisponde sempre, o quasi, ad una pesantezza mentale. Vi siete mai chiesti come mai quando si è innamorati si dimagrisce? La risposta è molto semplice, l’innamoramento è passione, è attivazione, è vita

L’aumento del peso è connesso ad un rapporto sbagliato con l’alimentazione; questo rapporto implica l’utilizzo del cibo come elemento dicompensazione delle nostre frustrazioni. Sostanzialmente ingrassiamo non solo per le quantità ingerite ma anche per il meccanismo sottostante l’assunzione e la scelta del cibo (depressione = cioccolata). Il cibo diventa per noi l’unico modo di trasgredire.

Quando ingrassiamo?

Per dimagrire in maniera sana dobbiamo partire da noi stessi, per poi arrivare al cibo, altrimenti si arriverebbe ad un conto meccanico di calorie senza affrontare le problematiche sottostanti (questa è la causa che porta ad ingrassare una volta sospesa una dieta anche se corretta).

In tale prospettiva è fondamentale sconsigliare le diete fai da te, ed auspicare un metodo efficace d’intervento che tenga conto dell’unità mente-corpo (attualmente psicologi e alimentaristi collaborano continuamente per favorire il ben-essere psicofisico dell’individuo).  Svolgere attività gratificanti indubbiamente fa dimagrire, un esempio è l’innamoramento; quando siamo coinvolti e stimolati dalle attività che svolgiamo tendiamo a dimagrire, quando invece abbiamo una vita vuota e non motivante colmiamo i nostri vuoti con il cibo.

Il cibo rappresenta in molti casi l’oggetto compensatorio della nostra tristezza. Nelle donne un aspetto particolare è legato alla sessualità: la mancanza di una vita sessuale equilibrata porta ad assumere più cibo. La connessione sesso – cibo è un parallelismo simbolico bocca-vagina ed è un chiaro esempio di meccanismo compensatorio, quindi i nostri atteggiamenti possono condizionare il nostro peso.

Un esempio è l’ossessione per il cibo e la privazione dello stesso all’inizio della dieta, atteggiamento che innesca ancora di più il circolo vizioso caratterizzante i comportamenti alimentari scorretti e definito in gergo “il più di prima”, poiché più si cerca di evitare il pensiero del cibo e più diventa presente, portando il soggetto alla convinzione di essere troppo debole per dimagrire.

Un intervento psicologico utile è volto all’identificazione delle problematiche della persona ed è volto a favorire l’esplicitazione delle risorse già presenti nel soggetto, ma non ancora sperimentate. Mettere in atto gli stessi comportamenti può produrre solamente gli stessi risultati.

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