HA CAMBIATO 7 PARTITI IN 14 ANNI: RENZI LA PREMIERÀ CON UNA POLTRONA D’ORO. TI PRESENTIAMO LA REGINA DEI PARASSITI

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13987823_10210058940654052_1358013041_o-678x381DORINA BALLERINA – DORINA BIANCHI, L’ALFANOIDE CANDIDATA A FARE IL MINISTRO DEGLI AFFARI REGIONALI, HA CAMBIATO SETTE PARTITI IN QUATTORDICI ANNI – PISANA DI NASCITA, MA CROTONESE D’ADOZIONE, È STATA NEL CCD, NELL’UDC, NELLA MARGHERITA, NEL PD, POI ANCORA NELL’UDC E NEL PDL
Super-cattolica, adesso in Parlamento sussurrano che il suo prossimo approdo sarà di nuovo il Pd renziano. Intanto è diventata molto amica della Boschi. Le contendono il posto le colleghe di Ncd Erminia Mazzoni e Federica Chiavaroli…
di Marco Palombi per “Il Fatto Quotidiano
Un tempo – ma ora no, ché abbiamo #cambiatoverso – succedeva che i politici tentassero di prendersi un illecito vantaggio sul resto dell’umanità sbottando un irato “lei non sa chi sono io”. Dorina Bianchi, deputata alfaniana che pure frequenta la politica da un po’, questa tentazione non l’ha mai avuta: neanche lei sa chi è, nel senso che è stata quasi tutto. In realtà, come dimostra una serrata intervista concessa a Chi nel 2008, Dorina Bianchi ha alcune certezze: Perizoma o slip? “Perizoma”. Reggicalze o collant? “Reggicalze e collant”. Griffe del cuore? “Prada e Balenciaga”.
Parrucchiere? “Una volta a settimana”. Segreto di bellezza? “Essere quasi sempre di buonumore, pensare positivo e una buona crema per il corpo due volte al giorno”.
Come si vede, un certa decisione rispetto al perimetro del sé Bianchi ce l’ha, eccome. Forse politicamente, invece, non s’è ancora trovata: medico, classe 1966, nata a Pisa ma cresciuta nel crotonese, è in Parlamento dal 2001 e da allora ha cambiato 7 (sette) partiti. Questa la sequenza: dal Ccd all’Udc, dalla Margherita al Pd (cambiando due o tre correnti), pi di nuovo l’Udc, infine il Pdl e adesso Ncd.
E domani di nuovo Pd, malignano i colleghi. Come che sia, anche solo a voler restare a biglietti da visita e targhette sulla porta, una faticaccia.
ALCUNI GIORNALI, ora, le vaticinano un futuro da ministro degli Affari regionali al posto della corregionale Maria Carmela Lanzetta, dimessasi non si sa più perché. Sarebbe certo il premio per tanta fatica e pure un piccolo miracolo visti gli inizi nella politica nazionale: nel 2001 Pier Ferdinando Casini la candidò nel collegio di Crotone alla Camera in una lista civetta, “Abolizione scorporo”. Prese il 41 per cento dei voti – 85 in più rispetto al rivale dell’Ulivo – grazie ai quali poté entusiasticamente volare a Montecitorio per votare la fiducia a Silvio Berlusconi.
Sono anni importanti: basti ricordare il prezioso lavoro attorno alla legge sulla fecondazione assistita, quella poi devastata da una serie di sentenze della Consulta. Ahilui, il gruppo dell’Udc alla Camera – creato nel frattempo dalla fusione del Ccd col Cdu di Rocco Buttiglione – perde il contributo dell’affascinante Dorina a inizio 2005: pare che il rassemblement centrista affrontasse con poca determinazione i temi del Mezzogiorno.
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