In piena emergenza sfollati l’arcivescovo di Trento pensa ai migranti: “Aprite le porte ai profughi”

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In piena emergenza sfollati per il terremoto sono fuori luogo  e vergognose le parole del vescovo di Trento, che chiede ai soli cittadini di aprire le porte ai migranti, cioè clandestini islamici, invece di chiedere solidarietà e  magari un tetto per i terremotati. Questa è la chiesa marcia di Bergoglio.

BOLZANO, 25 AGO – “Non voglio dare lezioni a nessuno, né chiamare in causa altri all’infuori di me e della realtà ecclesiale, ma a chi ha una responsabilità pubblica dico che aprire le porte sulla realtà è un atto di rispetto”. Lo dice l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi sul tema dei migranti.

L’arcivescovo invita a non “giocare a rimpiattino o allo scaricabarile”. “I problemi – afferma – non li si affronta scappando”. “Parliamo di migranti – afferma l’arcivescovo Tisi – ma abbiamo imparato che hanno un nome ed un cognome. Non si tratte di sigle o problemi, ma di volti e storie con i quali ci si confronta”.

L’arcivescovo, infine, avverte a dare uno sguardo anche sul futuro “tra qualche tempo – dice in una intervista al Corriere del Trentino – dovremo confrontarci con tutti coloro che non hanno ottenuto lo status di rifugiato.

Ansa

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