Il Papa: “Unioni gay? Non m’immischio”. Poi attacca Trump: “Non è un cristiano”

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eo27zngkPapa Francesco in ritorno dal viaggio in Messico: “Sulle leggi italiane i vescovi si arrangino con il governo”. Poi attacca duramente Trump: “Non è un cristiano perché pensa a fare muri e non ponti”. E per Zika apre all’uso dei contraccettivi

Sul volo di ritorno dal viaggio in Messico, Papa Francesco parla a lungo con i giornalisti durante il volo dal Messico e prende di petto i temi caldi della polica ma si rifiuta di pronunciarsi sulle unioni civili. E, se da una parte esprime il desiderio di incontrare il prima possibile il Grande imam di al Azhar, Ahmed al Tayyeb, considerato “il Papa dei musulmani sunniti”, e di compiere un viaggio apostolico in Cina, dall’altra non nasconde le proprie preoccupazioni per le idee politiche di Donald Trump. “Non è un cristiano – dice – pensa a fare muri e non ponti”.

Il dibattito sulle unioni omosessuali

“Ho detto ai vescovi: il Papa è per tutti e non può mettersi in politica”. Bergoglio cita il suo primo discorso alla Cei del maggio 2013. Al Pontefice allora è stato chiesto quale fosse la sua opinione sulle unioni gay al di là del Ddl in discussione in Senato. “E’ vero – ha replicato – l’Italia non è il primo paese che passa quest’esperienza e altri Stati hanno all’attenzione la questione delle unioni tra persone dello stesso sesso. Al riguardo io penso quello che la Chiesa ha sempre affermato e che ripete il Catechismo, come ho detto nel primo incontro con voi, durante il volo dal Brasile nel 2013″. Il riferimento è certo alla distinzione tra il matrimonio tra uomo e donna e ogni altro tipo di unione, ma anche alla indicazione del Catechismo che esorta a non emarginare, anzi ad accogliere gli omosessuali, evitando le discriminazioni

E poi alla famosa affermazione di Bergoglio nel volo da Rio de Janeiro: “se una persona gay cerca di comportarsi in modo onesto, chi sono io per giudicarla?”. A Francesco è stato domandato allora se abbia ancora valore il Documento della Congregazione per la Dottrina della Fede che dà indicazioni precise relativamente al comportamento che devono tenere i parlamentari cattolici, affermando che essi sono tenuti a non votare leggi contrarie alla Dottrina cattolica. E il Papa ha risposto che ciascun parlamentare “deve votare secondo la propria coscienza ben formata”. “Ben formata – ha spiegato – non è la coscienza di quello che mi sembra meglio in quel momento. Ricordo che a Buenos Aires in una circostanza analoga uno disse: ‘la cosa è complicata ma alla fine il mio voto preferisco darlo a Kirchner e non a Bergoglio. Ecco – ha concluso il Papa con una battuta – un esempio di coscienza non ben formata”.


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