IMMIGRATI: DOPO TBC, SCABBIA, POLIOMIELITE ADESSO CI PORTANO LA SIMIL-EBOLA. NON SI FANNO CONTROLLI SANITARI APPROFONDITI E A RIMETTERCI SONO I CITTADINI. IN SPAGNA GIÀ DUE MORTI E 283 PERSONE SOTTO OSSERVAZIONE.

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Ebola nel cuore dell’Europa? In Spagna è scattato l’allarme. «Non è forse corretto creare eccessivo allarmismo, ma si impone lo stato d’allerta.

Siamo di fronte ad alcuni contagi sospetti e pericolosi. La provenienza? Le probabilità che sia l’Africa sono molto elevate. Resta da capire se dobbiamo fare i conti con viaggiatori in zone extra Europa o immigrati. Comunque il virus è stato importato». Il ministro ad interim della Sanità Fatima Banez non esclude alcuna pista sull’epidemia di «Crimea-Congo» che a Madrid ha provocato due morti, due contagi e costretto le autorità sanitarie a tenere sotto osservazione altre 283 persone.

Si tratta di un’infezione emorragica della famiglia dell’Ebola, il terribile virus che nella sua ultima comparsa del 2014 ha provocato in Africa, con alcuni casi in Europa e Stati Uniti, circa diecimila morti. I sintomi della malattia sono più o meno gli stessi: febbre alta, perdite di sangue dagli orifizi e dagli organi interni, piaghe sul corpo, fino al decesso per complicazioni polmonari. Il periodo di incubazione è di circa 3-4 giorni e la catena infettiva (la trasmissione tra animale e uomo) è mantenuta da animali selvatici, come i roditori, oppure dagli insetti, come le zecche, che costituiscono il serbatoio e la fonte di nutrimento principale del virus.

Il primo decesso risale allo scorso 25 agosto: si tratta di un uomo di 62 anni originario di Avila, città a 100 km a ovest della capitale. Una volta emersa la gravità dell’infezione, il paziente è stato trasportato e posto in isolamento al centro di malattie infettive dell’ospedale «Gomez Ulla di Madrid, dove poi è deceduto. Mentre all’altro ospedale madrileno, il «Carlos III», ha perso la vita l’infermiera che ad Avila gli aveva prestato le prime cure. Secondo indiscrezioni tra i 283 pazienti in osservazione ci sarebbero almeno una ventina tra medici e infermieri. Due di loro si troverebbero a Barcellona, dove un campione del virus era stato inviato per essere sottoposto ad analisi nel nosocomio «Sant Joan de Deu». Altre situazioni sospette si segnalano a Toledo, Valladolid e Guadalajara.

Mentre per Ebola le terre maggiormente martoriate furono Liberia, Guinea e Sierra Leone, nel caso di Crimea-Congo le zone colpite nei primi sei mesi del 2016 sono state Sudan e Mauritania, nazioni purtroppo interessate dalle rotte di migrazione verso il Mediterraneo. Angel Gil, portavoce della direzione generale del ministero della Salute, ha spiegato ieri che «sono stati avviati contatti con le autorità sanitarie di tutti i paesi dell’Ue per verificare se ci siano casi analoghi».

 

Luigi Guelpa

 

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