Grandi opere? Grandi truffe! Spariti 2 miliardi di euro

loading...

90429_soldipubblici-550x367Il tempo vola, e volano via anche i miliardi, parrebbe: meno di un anno fa le più autorevoli fonti governative assicuravano che, per realizzare la Tav Brescia-Verona, c’erano già in cassa quasi 2 miliardi di euro, in gran parte anticipati dalla Banca europea degli investimenti. Un anno dopo, però, le istituzioni europee a domanda rispondono che quei soldi non sarebbero mai esistiti e che quel progetto, per la nuova superferrovia veloce tra Brescia e Verona, non è mai stato finanziato.MILIARDI FANTASMA. Era il novembre 2014, quando l’ex ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi assicurava (notizia ripresa al tempo da tutti i giornali) che la Bei, la Banca europea degli investimenti, avesse già deciso di anticipare 1 miliardo e 980 milioni (su un totale di 3 miliardi e 954 milioni) per realizzare la Tav Brescia-Verona.«Ma bisogna fare presto – avvertiva in sintesi Lupi -.

Per non perdere i fondi anticipati dalla Bei dobbiamo rispettare due condizioni: allocare l’investimento nel bilancio dello Stato e soprattutto aprire i cantieri entro il 31 giugno 2015». Quando poi il 31 giugno è passato, ma i cantieri non erano aperti, qualcuno ha cominciato a farsi una domanda: e i fondi della Bei? UNA DOMANDA, ed ecco lo sconcertante sviluppo, che l’eurodeputato Marco Zanni del Movimento 5 Stelle ha posto alla Commissione Ue sotto forma di interrogazione scritta, e che il consigliere comunale di Verona Gianni Benciolini ha girato anche all’Olaf, l’ufficio europeo per la lotta alle frodi.Risposte? L’Olaf ha riposto che «dalle verifiche svolte, non risultano coinvolti finanziamenti della Bei per la ferrovia ad alta velocità Brescia-Verona».Per la Commissione, la risposta a Zanni è arrivata direttamente dal commissario europeo per i Trasporti, Violeta Bulc, la massima autorità politica in materia: «La Commissione desidera informare l’onorevole parlamentare – scrive Violeta Bulc a Marco Zanni – che la Banca europea per gli investimenti (Bei) non ha approvato e attualmente non è coinvolta nel progetto citato nell’interrogazione».Questo il succo. In aggiunta, per rispondere ai dubbi avanzati da Zanni sulla complessiva trasparenza della procedura, il Commissario europeo ai Trasporti aggiunge: «La Bei si è impegnata a rispettare le norme in materia di appalti pubblici e i principi fondamentali del diritto dell’Unione, quali il principio di trasparenza. Se è coinvolta nel finanziamento dei progetti, la Bei verifica il rispetto delle norme Ue in materia di appalti».CHE DIRE? Un equivoco è sempre possibile, un malinteso, un qui pro quo. Ma se due autorevoli organismi europei scrivono ora che la Bei non ha sganciato un centesimo per la Tav Brescia-Verona, sembra più probabile che l’equivoco, se c’è stato, ci sia stato un anno fa, quando quei fondi vennero dati per certi. Un bel mistero, che sarà il caso di chiarire.Intanto: «Il bilancio dello Stato – afferma Zanni – non può garantire la realizzazione dell’opera e le dichiarazioni di Lupi, che assicuravano l’erogazione di finanziamenti della Bei, sono state smentite. Noi intanto continueremo a contrastare la realizzazione di un’opera devastante sotto il profilo economico e ambientale».

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

loading...