Prestito vitalizio ipotecario, ecco le regole per ottenere soldi dalla tua casa

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casa_sicuraSoldi in cambio di una ipoteca sulla casa. Per ottenerli non bisognerà più aspettare i 65 anni, ma si potranno avere già dai 60 anni. Con il regolamento della legge 44/2015 in vigore dal 2 marzo 2016 il prestito vitalizio ipotecario potrebbe trovare nuovo vigore, grazie alle norme che riducono l’età per accedervi. Il prestito vitalizio ipotecario permette, infatti, di convertire parte del valore della casa in contanti senza doverla lasciare. L’immobile verrà ipotecato a garanzia del finanziamento.

Chi può richiedere il prestito vitalizio ipotecario

Gli over 60, proprietari di un’abitazione, possono chiedere un finanziamento pari ad una percentuale del valore di mercato dell’immobile accendendo un’ipoteca sulla casa, ma mantenendone la proprietà. Se il soggetto che ottiene il finanziamento è coniugato o convivente more uxorio da almeno cinque anni e se entrambi risiedono nell’immobile su cui si accende l’ipoteca, il contratto deve essere sottoscritto da entrambi, anche se l’immobile è di proprietà di uno solo.

Il proprietario che ottiene il finanziamento non ha l’obbligo di lasciare l’abitazione né quello di ripagare il capitale o gli interessi. Nel caso in cui non riesca a restituire il finanziamento durante il corso della sua vita, gli eredi possono decidere se riscattare l’immobile gravato dall’ipoteca o venderlo. La vendita può essere gestita autonomamente o dalla banca. In questo caso i proventi della vendita spettano alla banca per la parte che copre il capitale, gli interessi e gli eventuali costi connessi al finanziamento, mentre la parte eccedente va agli eredi.

Le regole del prestito vitalizio ipotecario

La banca o un altro soggetto finanziatore deve predisporre dei prospetti esemplificativi, da sottoporre al soggetto finanziato, che illustrano il possibile andamento del debito nel tempo, ma non può esigere il pagamento di ulteriori spese di istruttoria. Il finanziatore può chiedere il rimborso integrale del finanziamento nel caso di una riduzione significativa del valore dell’immobile. La riduzione del valore, che deve essere provata a spese del finanziatore, si verifica in caso di:

– decesso del soggetto finanziato o del soggetto finanziato più longevo;
– trasferimento, in tutto o in parte, di diritti reali o di godimento sull’immobile dato in garanzia;
– compimento da parte del soggetto finanziato con dolo o colpa grave di atti che riducano significativamente il valore dell’immobile;
– costituzione di diritti reali di garanzia in favore di terzi;
– modifiche strutturali all’immobile rispetto al suo stato originale, apportate senza previo accordo con il finanziatore;
– revoca dell’abitabilità dell’immobile dovuta a incuria del finanziato;
– ingresso nell’immobile, quali residenti, di soggetti diversi dai familiari del finanziato;
– procedimenti conservativi o esecutivi o ipoteche giudiziali sull’immobile dato in garanzia.

Importo del prestito – Si va da un minimo del 15% a un massimo della metà del valore dell’immobile. La percentuale in proporzione al crescere dell’età del richiedente.

Rimborso ed eredi – Il prestito potrà essere rimborsato in qualsiasi momento e gli interessi potranno essere abbattuti, pagando a rate. Gli eredi potranno scegliere se riscattare l’immobile o venderlo per saldare il debito, entro un anno dalla successione, per incassare la differenza.

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